mercoledì 29 ottobre 2008

Il Pd annuncia un referendum sulla scuola? Veltroni e Prodi pari son


Dunque, ricapitoliamo. Per due anni, dal 2006 al 2008, la sinistra di Prodi ha paralizzato e mortificato il Paese, lacerata com’era da contraddizioni e immobilismo, in gran parte dovuti all’accozzaglia di partiti e partitini che caratterizzavano l’Unione, nell’ambito di una filosofia del “dentro tutti” che era l’unica possibile per battere Berlusconi. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: la sinistra non ha vinto le elezioni, le ha solo pareggiate, e come forza di governo non è stata in grado di proporre al Paese una soluzione che fosse una, di risolvere un solo problema. Anzi, li ha aggravati.

Veltroni, al Lingotto, cercò di marcare una differenza profonda rispetto al governo e alla maggioranza che lo sosteneva. La giudicò l’unica possibilità di risalire la china dei sondaggi, che impietosamente segnavano un enorme distacco fra Pdl e Pd. Agli italiani doveva far dimenticare il passato più recente e disse: “Andiamo da soli”… Poi si alleò con Di Pietro. E questa fu la prima, grave, contraddizione. Ma continuò a reclamare il suo spirito riformista.

Pian piano ha cominciato a cedere anche su questo punto, perché a strattonarlo è il suo stesso partito. Guida un’opposizione che dice no a tutto, che pensa solo a protestare e a strumentalizzare ogni questione, con il solo scopo di recuperare il terreno perduto con il centrodestra.

Adesso annuncia un referendum contro la riforma Gelmini della scuola. Ieri aveva cercato di far fallire il salvataggio di Alitalia, mentre sui rifiuti di Napoli si è chiuso in un pudico silenzio per evitare figuracce. In aggiunta, Veltroni sta preparando le amministrative stringendo patti e alleanze con quell’estrema sinistra che, “per coerenza”, aveva deciso di lasciare al suo destino prima del 13 di aprile.

E questo sarebbe il modo scelto dalla sinistra per permettere al Paese di rialzarsi? Questo sarebbe senso di responsabilità? Questo sarebbe il riformismo enunciato al Lingotto? Questo rappresenterebbe il taglio radicale con il passato? Questo sarebbe il “nuovo” Veltroni contro il “vecchio” Prodi? In realtà, questo o quello pari son. E non è un bel vedere.